venerdì 30 ottobre 2009

evoluzione, involuzione, razionalità, istinto.

Due figure scure, nella penombra di una stanza buia, sedute su due poltrone divise da un tavolino di vetro. Una sola finestra, che lascia passare la luce flebile della luna. Sul tavolino sono poggiati due bicchieri, e nel mezzo una piccola boccetta vuota. Un portacenere colmo. Un pacchetto di sigarette e un accendino.
Puzza di fumo stagnante.

-Dove sei?- chiede la figura sulla sinistra.
-Non qui, questa è l'unica cosa certa...- risponde quella a destra, svogliatamente
-E dove allora?
-Non lo so bene nemmeno io...forse il punto non è dove sono, ma dove vorrei essere.
-Dove vorresti essere?
-Ovunque...ma non qui...
-Tutto questo non ha senso...
-Cos'è che ha senso? Stiamo parlando solo di stimoli, desideri, pulsioni...C'è forse un senso in ciò che ti spinge da dentro?
-Probabilmente si. Devi solo trovarlo, o creartelo...
-Si fotta il senso, io seguo l'istinto...e stop.
-Molto diplomatico, complimenti. Dimmi allora, che ti dice l'istinto in questo momento?
-Dice che devi smetterla di fare tutte queste domande dimmerda.
-Se non le faccio io le domande, la razionalità dove la trovi? eh, coglione?
-Si fotta anche la razionalità!- sbotta la figura sulla destra.

Dopodichè si alza di scatto dalla poltrona ed estrae con una mossa fulminea un cacciavite dalla tasca. La punta luccica nella penombra. Dopodichè sparisce nell'occhio della figura sulla sinistra, che lancia un grido di dolore e poi si affloscia.
La figura sulla destra si asciuga uno schizzo di sangue che gli è arrivato in faccia con un fazzoletto.
Lancia il fazzoletto sul cadavere, poi esce dalla stanza fischiettando allegra.

-Finalmente libero!- canticchia.