lunedì 2 agosto 2010

Poste

-Bella, allora ci vediamo alle poste, solita ora...-
-Belha hamigho-
Riattacca.

Carla non può non mangiare un altra fetta di torta prima di uscire di casa, i suoi 170 chili vanno nutriti. Così anche stamattina ha finito una crostata all'arancia, un paio di belle bicchierate di latte coi cereali e qualche cioccolatino al caffè che ingurgita sempre al mattino.
Arriva al lavoro tutta sudata, anche se ha parcheggiato la macchina proprio davanti alle poste, quei 10 metri a piedi la sfiancano.

Luca arriva con anticipo, per queste cose non si fa attendere mai. Lo spaccino è il solito fottuto ritardatario.
Ha una brutta sensazione addosso, e non sono le bolle sulla schiena o che altro... se la sente proprio dentro, nelle ossa.

Carla vede un tossico in astinenza li davanti agli uffici ancora chiusi.
-Via da qui, tossico dimmerda!-
Lei, la titolare dell'ufficio postale, non può certo sopportare questa feccia davanti all'entrata.
Lui risponde:
-Zia, dieci minuti e me ne vado... aspetto un ragazzo...-
Lei gli dice di spostarsi, almeno di una decina di metri, senò chiama gli sbirri.

Luca si allontana aspettando il suo salvatore magrebino. Vede quella budria intollerante entrare tutta affannata nell'uffico, Manca poco per l'incazzatura scoppia, quella cibo dipendente.
Nell'attesa lui riflette che qualche spada le farebbe mica male alla grassona, butterebbe giù qualche chilo.

Arriva Rashid, Luca mica ce la fa troppo bene ad aspettare, quindi si fa una spada bella bella carica al volo, li accanto alle poste, ad agosto, chiccazzo lo caga...

Carla vede il fottuto tossico sdraiato li davanti, inizia a mangiare caramelle per il nervoso, il suo cuore sussulta.

Ore 9.30, al centotredici Marco ancora assonnato risponde, poi manda un ambulanza all'ufficio postale.