domenica 3 gennaio 2010

Andiamo, lo sapevi bene che sarebbe finita così, o almeno, ci eri andato vicino dai, poi si sa com'è, la realtà supera sempre la fantasia.
Da quella riva del fiume non vedi nemmeno scorrere l'acqua da dietro quell'enorme cordolo di cemento, e così per proteggerti dalle inondazioni sei rimasto lontano dall'acqua.
Andiamo!Andiamo!Non è mica così che si risolve.
Argomenti e argomenti, penso sempre a metà tra "eccheccazzo" e "vabè, c'è da essere comprensivi".
La comprensione è qualcosa che va oltre la tolleranza, molto oltre.
Quando la tua nave sta per affondare, alla fine puoi essere solo tu a non farla affondare, mica io o qualcun altro.
Ti si può buttare un piglio al massimo.Il problema è che il limite qui è più reale che mai.Il limite è costituito dal fatto che non posso entrare nel tuo cervello e tu non nel mio.
Bisogna prenderla non troppo sul serio.
"La vita è sopravvalutata"(cit.)
Cazzo, anche un eroinomane la sopravvaluta, così come il carrierista.
Sopravvalutando poi si svaluta per forza, sono le leggi del mercato, o sbaglio?
Arrivare a tenere in mano un qualcosa di slavato, si arriva li?
Quindi qui, diretto a nessuno, scrivo queste quattro righe, per una volta non parlando a me o a un amico reale o immaginario.
Non è un racconto.
Questa è una semplice constatazione.
Chiaramente fuori dal contesto.
Senza scuse,
inutile.


Mi è capitato solo in questa occasione di voler avere le parole perfette, giuste, quelle che svoltano una vita, così ti accorgi che non esistono.